La differenza tra REI ed EI riguarda la funzione svolta dall’elemento costruttivo durante l’incendio. Entrambe le classificazioni descrivono infatti una prestazione di resistenza al fuoco, ma soltanto la sigla REI comprende il requisito della capacità portante. Per gli elementi non portanti, la classificazione corretta è pertanto EI.
Tale distinzione è essenziale quando si deve progettare un muro tagliafuoco per un edificio industriale o commerciale, poiché una classificazione imprecisa potrebbe portare alla scelta di un sistema inadatto alla funzione assegnata e alla produzione di documenti che non corrispondono all’opera realizzata.
In ambito tecnico, la sigla REI o EI va sempre verificata in relazione al ruolo strutturale reale dell’elemento.
Cosa significano le sigle REI/EI?
Le lettere che compongono le sigle REI ed EI identificano requisiti differenti.
- La lettera R indica la capacità portante: esprime l’attitudine dell’elemento a conservare la propria stabilità durante l’esposizione al fuoco, continuando a sostenere i carichi previsti per il tempo richiesto.
- La lettera E identifica la tenuta, ossia la capacità della parete di impedire il passaggio di fiamme e gas caldi verso il lato non esposto.
- La lettera I riguarda l’isolamento termico. Il requisito limita l’aumento della temperatura sulla superficie opposta a quella interessata dall’incendio.
Una muratura REI deve mantenere la propria capacità portante e garantire anche tenuta e isolamento, mentre una parete EI deve rispettare solo gli ultimi due requisiti perché svolge una funzione di separazione senza partecipare alla capacità portante dell’edificio. Più precisamente, non è chiamata a sostenere altri carichi strutturali oltre al proprio peso e agli eventuali vincoli previsti dal sistema.
Va ricordato che le sigle REI ed EI appartengono al sistema europeo di classificazione della resistenza al fuoco. La UNI EN 13501-2 definisce il procedimento con cui prodotti ed elementi da costruzione vengono classificati sulla base delle prestazioni accertate: la sigla indica quindi quali requisiti sono garantiti e il numero che la accompagna ne esprime la durata in minuti.
Qual è la differenza tra REI ed EI?
La differenza tra REI ed EI dipende essenzialmente dalla presenza del requisito R.
Come indicato, una parete classificata REI è un elemento portante: oltre a separare due compartimenti, sostiene carichi provenienti da altre parti dell’edificio e durante l’incendio deve continuare a svolgere questa funzione per il periodo indicato dalla classe.
Una parete classificata EI sostiene invece il proprio peso e viene utilizzata come elemento divisorio: durante l’esposizione al fuoco deve conservare la tenuta e limitare la trasmissione del calore, senza tuttavia sostenere solai o coperture. È quindi una muratura non portante rispetto ai carichi strutturali dell’edificio.
REI ed EI: il confronto a colpo d’occhio
La tabella che segue riassume in modo pratico la differenza tra le due classificazioni in base alla funzione svolta dalla parete e ai requisiti che essa deve mantenere durante l’incendio.
| Caratteristica | Parete EI | Muratura REI |
|---|---|---|
Funzione portante |
Assente | Presente |
Tenuta a fiamme e gas caldi |
Richiesta | Richiesta |
Isolamento termico |
Richiesto | Richiesto |
Funzione principale |
Compartimentazione | Portanza e compartimentazione |
Esempio di classificazione |
EI 120 | REI 120 |
La sigla REI è stata a lungo utilizzata in modo generico per indicare elementi resistenti al fuoco. Le classificazioni europee distinguono invece con precisione le pareti non portanti, classificate EI, dalle murature portanti, classificate REI. Nella pratica corrente, per molti elementi non portanti la vecchia dicitura REI viene ancora usata impropriamente, sebbene la classificazione corretta sia EI.
Quando vengono utilizzate le pareti divisorie EI
Le pareti divisorie EI vengono realizzate quando è richiesto di separare ambienti o compartimenti senza assegnare alla muratura una funzione portante.
In un capannone industriale, una parete EI può ad esempio dividere il magazzino dall’area produttiva. Può inoltre delimitare un locale tecnico o contribuire alla protezione di un percorso previsto dal progetto antincendio.
Dal momento che anche un muro tagliafuoco non portante deve garantire le proprie prestazioni durante il periodo previsto dalla classificazione, la mancanza del requisito R non elimina affatto la necessità di verificare la stabilità della parete: altezza e vincoli incidono infatti sul comportamento della muratura, soprattutto quando essa raggiunge dimensioni elevate. La prestazione dovrà essere verificata sull’insieme parete-vincoli-connessioni.
Una parete EI non coincide quindi necessariamente con un sistema “leggero”: nei contesti industriali vengono spesso utilizzate murature in blocchi, in virtù della loro caratteristica di strutturare superfici robuste e idonee ad ambienti sottoposti a sollecitazioni anche severe.
Quando è richiesta una muratura REI
Le murature REI sono previste quando l’elemento è chiamato a svolgere anche una funzione strutturale. È ad esempio il caso di una parete portante che sostiene parte della copertura e deve al contempo separare due compartimenti. Durante l’incendio, l’elemento dovrà mantenere la capacità di sostenere i carichi per il numero di minuti stabilito dal progetto.
La classificazione REI può riguardare anche pareti strutturali interne alle quali viene assegnata una funzione di compartimentazione.
Si precisa però che non tutti i muri perimetrali sono classificati REI, poiché la collocazione della parete non permette – da sola – di stabilire la sigla corretta. È sempre necessario verificare se l’elemento sostiene effettivamente i carichi provenienti dalla struttura.
Cosa indicano i numeri nelle classi EI e REI
La cifra che accompagna la sigla REI o EI indica il tempo, espresso in minuti, per il quale devono essere mantenuti i requisiti previsti.
In pratica, una parete EI 60 deve garantire tenuta e isolamento termico per 60 minuti; una muratura REI 120 deve conservare per 120 minuti la capacità portante e le prestazioni di separazione; una parete EI 240 deve mantenere tenuta e isolamento per quattro ore.
La durata richiesta deriva dal progetto antincendio – non identifica direttamente il materiale da utilizzare e non stabilisce da sola lo spessore della parete.
La stessa classe può essere raggiunta attraverso sistemi costruttivi differenti. La soluzione deve però corrispondere alla configurazione descritta nella documentazione tecnica, comprese le condizioni applicabili alla geometria della muratura. In sintesi, la classe non vale “in astratto” ma solo entro il campo di applicazione del sistema provato o classificato.
Un blocco REI 120 realizza sempre una parete REI?
La dicitura commerciale “blocco REI 120” viene ancora oggi ampiamente utilizzata per indicare materiali destinati alla costruzione di pareti resistenti al fuoco. Come indicato, tale espressione non determina però la classificazione finale della muratura.
Se il blocco viene impiegato per una parete divisoria che sostiene soltanto il proprio peso, l’elemento sarà classificato EI 120, purché il sistema garantisca tenuta e isolamento per il tempo richiesto.
La classificazione riguarda la parete completa e la funzione ad essa assegnata. Il blocco costituisce una singola parte del sistema: malta, giunti e collegamenti dovranno anch’essi corrispondere alla configurazione documentata, e persino gli attraversamenti impiantistici richiederanno soluzioni compatibili con la classe prevista.
Come scegliere tra una parete EI e una muratura REI
La scelta tra una parete EI o REI parte dalla funzione indicata nei documenti di progetto: quando la parete deve soltanto separare due ambienti, la classificazione richiesta sarà EI; se deve anche sostenere carichi provenienti da altri elementi dell’edificio, andrà considerato il requisito R.
Il progetto antincendio definisce la classe temporale; il progetto strutturale permette invece di comprendere se la muratura partecipa alla capacità portante dell’edificio.
Una volta individuata la classificazione, si procederà alla selezione di un sistema costruttivo supportato da documentazione compatibile con la parete da realizzare. Le dimensioni previste dovranno rientrare nel campo di applicazione della soluzione o essere supportate dalle verifiche ammesse. Eventuali variazioni di altezza, spessore o configurazione andranno pertanto verificate prima di estendere la prestazione alla parete prevista.
Anche i raccordi con la struttura incidono sul risultato finale: il collegamento con pilastri e copertura deve mantenere la continuità della compartimentazione senza introdurre sollecitazioni incompatibili con la muratura, rendendo persino i dettagli costruttivi parte integrante della prestazione di resistenza al fuoco.
Come precedentemente accennato, gli attraversamenti impiantistici richiedono sistemi di sigillatura idonei alla classe della parete, poiché un passaggio eseguito senza una soluzione classificata può interrompere la prestazione antincendio del compartimento.
Esempi di murature REI ed EI nei cantieri industriali
Parete EI tra reparto produttivo e magazzino
In un edificio produttivo, la parete che separa il reparto di lavorazione dal magazzino può essere classificata EI quando non sostiene elementi della struttura. La muratura svolge mera funzione divisoria e deve limitare la propagazione dell’incendio verso l’area adiacente.
Muratura REI a sostegno della copertura
Una parete antincendio che sostiene una trave di copertura e separa allo stesso tempo due compartimenti richiede necessariamente una classificazione REI. In questo caso, la perdita di capacità portante avrebbe infatti conseguenze sulla stabilità della porzione di edificio sostenuta.
Pareti antincendio nei capannoni prefabbricati
Dal momento che le deformazioni della struttura durante l’incendio possono coinvolgere la parete e vanno considerate nella definizione dei vincoli, la scelta tra EI e REI nei capannoni deve essere accompagnata dallo studio dei nodi di collegamento. Soprattutto nei prefabbricati, la verifica dei raccordi è dunque determinante quanto la scelta della classe.
Attenzione: un muro tagliafuoco può essere EI o REI
L’espressione “muro tagliafuoco” descrive la funzione di separazione, ma non permette da sola di individuare la classificazione del sistema costruttivo. Ciò significa che la parete può essere EI o REI in base al ruolo assegnato nel progetto, secondo i criteri finora spiegati.
Gli aspetti da verificare nella scelta delle pareti EI e REI
Uno degli errori più comuni nella scelta tra murature REI ed EI consiste nell’utilizzare la sigla REI come termine generale per tutte le pareti antincendio. Questa abitudine può generare incongruenze tra progetto e documentazione.
Un’altra criticità riguarda la scelta del sistema basata soltanto sul nome del blocco: abbiamo infatti indicato che la prestazione dipende dalla configurazione completa della muratura e dalle condizioni previste per il suo utilizzo.
Anche le modifiche eseguite durante i lavori devono essere valutate con attenzione, poiché un attraversamento aggiunto in seguito o un raccordo diverso da quello previsto può incidere sulla continuità della compartimentazione.
CUBO: il partner per le murature antincendio industriali
CUBO è specializzata nella messa in opera di murature in blocchi per la compartimentazione antincendio di capannoni, ambienti commerciali e strutture logistiche.
La soluzione costruttiva viene definita ad hoc sulla base della classificazione prevista dal progetto e delle caratteristiche dimensionali della parete. Particolare attenzione viene dedicata ai collegamenti con le strutture prefabbricate e alla gestione delle interferenze impiantistiche.
La corretta distinzione tra pareti divisorie EI e murature REI permette di individuare il sistema idoneo alla funzione richiesta, mantenendo piena corrispondenza tra documentazione tecnica e opera realizzata.
Devi realizzare una parete EI o una muratura REI? Contatta il team tecnico CUBO per valutare la soluzione più adatta al tuo progetto.
