In ambito costruttivo, il modello BIM (Building Information Modeling) è oggi considerato a ragione una vera e propria rivoluzione metodologica. Attraverso la creazione di un modello digitale condiviso e aggiornato in tempo reale, il BIM consente a tutti gli attori del processo edilizio – progettisti, imprese, fornitori e gestori – di collaborare in modo più efficiente, preciso e integrato.

Questa trasformazione è già in atto da qualche tempo e sta ridefinendo il modo in cui si concepisce, si realizza e si gestisce un edificio lungo tutto il suo ciclo di vita. Non a caso, a partire dal 1° gennaio 2025, l’utilizzo del BIM è diventato obbligatorio per gli appalti pubblici sopra una determinata soglia economica in Italia, segnando un passaggio cruciale verso la digitalizzazione dell’intero settore edilizio. 

Un cambiamento destinato a lasciare il segno, oggi e soprattutto domani.

Cos’è il modello BIM: una nuova visione dell’iter di progettazione

Il BIM, acronimo di Building Information Modeling, è una metodologia digitale che consente di rappresentare in modo integrato e dinamico tutte le informazioni relative a un’opera edilizia lungo l’intero ciclo di vita: dalla progettazione alla costruzione, fino alla manutenzione e alla demolizione. A differenza dei software CAD tradizionali, che si limitano a fornire disegni bidimensionali o tridimensionali statici, il BIM crea un vero e proprio modello informativo, aggiornabile in tempo reale e accessibile da tutti i professionisti coinvolti.

Al centro di tale approccio c’è il concetto di modello condiviso: un ambiente di lavoro collaborativo in cui architetti, ingegneri, imprese, impiantisti e gestori possono operare in sinergia, evitando sovrapposizioni, errori progettuali e ritardi in cantiere. Già oggi, l’utilizzo del BIM consente di simulare scenari, prevedere criticità, ottimizzare le risorse e contenere i costi, migliorando concretamente qualità, trasparenza e sostenibilità nei processi edilizi.

BIM e ciclo di vita dell’edificio: progettare, costruire, gestire

Come accennato, il punto di forza del BIM risiede nella sua capacità di accompagnare l’edificio lungo tutto il ciclo di vita: dalla progettazione alla realizzazione, fino alla gestione operativa e alla demolizione. Di riflesso, non siamo di fronte a uno strumento utile solo in fase progettuale, ma di una metodologia completa che consente di pianificare, controllare e ottimizzare ogni fase del processo edilizio.

Durante la progettazione, il modello BIM permette di visualizzare con precisione forme, materiali, impianti e prestazioni, prevedendo eventuali interferenze o problematiche. In fase costruttiva, il BIM agevola la coordinazione tra le imprese e riduce tempi e costi grazie alla simulazione e pianificazione accurata. Ma è soprattutto nella gestione post-costruzione che il BIM mostra tutto il suo valore: attraverso aggiornamenti dinamici e integrazione con sistemi IoT, favorisce una manutenzione predittiva e un controllo puntuale delle performance dell’edificio.

Questo approccio integrato, digitale e multidisciplinare ha un duplice vantaggio: migliora l’efficienza operativa e promuove la sostenibilità ambientale ed economica del manufatto edilizio. 

Ecco quindi che progettare con il BIM significa costruire pensando al futuro e adottare una visione circolare e consapevole dell’intero ciclo edilizio.

Il futuro del BIM: quali sono le sfide da affrontare?

L’adozione del modello BIM, ormai sempre più diffusa a livello internazionale, porta con sé un cambiamento profondo che va ben oltre la semplice digitalizzazione dei progetti. Se la spinta normativa ha accelerato il processo, il vero nodo riguarda oggi la capacità del settore di affrontare le sfide che questa trasformazione impone.

Tra le più rilevanti vi è la necessità di superare la frammentazione tra attori e strumenti, costruendo ecosistemi digitali realmente interoperabili. È fondamentale anche colmare il gap di competenze: il BIM non può esprimere tutto il suo potenziale senza una solida cultura del dato, della collaborazione e della gestione integrata del ciclo di vita degli edifici.

Il futuro del BIM richiede inoltre un cambio di paradigma nell’approccio alla progettazione: da sequenziale a integrato, da rigido a dinamico, da locale a sistemico. Imprese e studi professionali sono dunque chiamati a ripensare i propri modelli organizzativi, a investire in formazione e a valorizzare le figure capaci di interpretare il progetto in chiave evolutiva.

Innovazioni tecnologiche e prospettive del Business Information Modeling

Ad alimentare il modello BIM nel prossimo futuro saranno soprattutto le tecnologie emergenti che ne espandono le potenzialità ben oltre la mera modellazione tridimensionale. L’evoluzione del BIM è infatti strettamente legata alla sua capacità di dialogare con altri sistemi intelligenti e di restituire un’immagine dinamica, predittiva e condivisa del progetto edilizio.

L’intelligenza artificiale (AI) è sempre più decisiva in questo senso: algoritmi evoluti analizzano i dati progettuali per proporre soluzioni ottimizzate, segnalare criticità in fase preliminare e ridurre al minimo il margine di errore. Questa rivoluzionaria tecnologia è quindi il supporto che trasforma la progettazione in un processo “aumentato”, in cui creatività e controllo convivono in modo virtuoso.

Tecnologie immersive come la realtà virtuale (VR) e la realtà aumentata (AR) permettono di esplorare i progetti in modo più coinvolgente, facilitando la comunicazione tra professionisti e stakeholder e offrendo ai clienti un’esperienza pressoché concreta e tangibile del futuro edificio.

Il concetto di digital twin, ossia di “gemello digitale” dell’edificio, apre a sua volta nuovi scenari nella gestione operativa: il modello BIM si aggiorna in tempo reale grazie ai dati raccolti da sensori IoT, restituendo una fotografia sempre attuale dello stato dell’edificio. Tale integrazione rende possibile una manutenzione predittiva più precisa e sostenibile nel tempo.

A fare da collante, l’interoperabilità tra piattaforme e l’uso del cloud, che consentono a tutti gli attori del progetto di accedere in qualunque momento alle informazioni necessarie, migliorando collaborazione e trasparenza. Infine, va senz’altro segnalata la svolta segnata dall’evoluzione verso il BIM 7D: oltre alle classiche dimensioni spaziali (3D), temporali (4D) e di costo (5D), esso intende integrare nel progetto anche la sostenibilità (6D) e la manutenzione a lungo termine (7D). Un approccio multidimensionale che riflette la complessità reale dei progetti contemporanei, proiettando il BIM verso un futuro in cui sarà sempre più strumento di governance intelligente e integrata dell’ambiente costruito.

BIM e sostenibilità ambientale: progettare edifici a basso impatto

È ormai assodato che la sostenibilità sia divenuta una necessità strutturale dell’edilizia contemporanea. In tal senso, il modello BIM si conferma uno strumento di assoluto valore per progettare e gestire edifici a basso impatto ambientale, abilitando strategie integrate e orientate alla performance.

Il concetto di Green BIM nasce proprio da questa esigenza: integrare nel modello digitale tutti i parametri legati all’efficienza energetica, all’impatto ambientale e alla gestione sostenibile del ciclo di vita dell’edificio. Attraverso l’interfaccia con strumenti di Life Cycle Assessment (LCA), è possibile valutare in anticipo le conseguenze ambientali delle scelte progettuali, dalla selezione dei materiali ai consumi energetici, fino alle emissioni di CO2 in atmosfera.

Grazie al BIM, progettare edifici NZEB (Nearly Zero Energy Building) diventa così un obiettivo realistico: le simulazioni dinamiche consentono di ottimizzare l’orientamento, le soluzioni impiantistiche e l’isolamento termico, garantendo prestazioni elevate nel rispetto delle normative europee.

Il BIM supporta inoltre l’ottenimento di certificazioni ambientali come LEED, BREEAM e altri protocolli volontari, grazie alla sua capacità di raccogliere e organizzare dati tracciabili, verificabili e aggiornabili nel tempo. La sostenibilità smette così di essere una sorta di “aggiunta tardiva” e diventa parte integrante del processo progettuale – fin dall’inizio.

Complessivamente, includere dati ambientali sin dalle prime fasi di progetto significa prendere decisioni più informate e responsabili: il risultato è un edificio efficiente e davvero in grado di rispondere alle esigenze di un futuro più resiliente e sostenibile.

BIM e patrimonio storico: conservazione e valorizzazione dell’esistente

Oltre che uno strumento essenziale per l’edilizia attuale e futura, il modello BIM è anche una risorsa straordinaria per gli immobili esistenti. Con la sigla HBIM (Heritage Building Information Modeling) si identifica l’evoluzione del BIM applicata al patrimonio storico: una metodologia che consente di documentare, monitorare e gestire edifici di rilevanza culturale in modo preciso, sistemico e duraturo.

Attraverso tecnologie come laser scanner e fotogrammetria, l’HBIM permette di costruire modelli digitali tridimensionali dettagliati, aggiornabili nel tempo, che rappresentano un vero e proprio “gemello digitale” dell’edificio. Questi modelli raccolgono anche informazioni sulle tecniche costruttive, i materiali originali, le fasi di restauro e lo stato di conservazione.

L’impiego dell’HBIM offre numerosi vantaggi: pianificare in modo intelligente gli interventi di manutenzione, monitorare fenomeni di degrado in tempo reale, simulare scenari di restauro e conservare digitalmente ogni elemento documentale. Inoltre, grazie alla possibilità di creare esperienze immersive in realtà virtuale, anche le porzioni non accessibili del bene diventano visitabili e fruibili per il pubblico.

Esemplari in questo senso sono i progetti sviluppati sul Tempio di Adriano a Roma, sul Padiglione V di Torino Esposizioni e sul Duomo di Parma: interventi che dimostrano come l’unione tra tecnologia digitale e sensibilità storica possa aprire nuove strade nella tutela e valorizzazione del nostro pregevole patrimonio culturale.

La visione di CUBO: il BIM come leva per un’edilizia di qualità

Per CUBO, il Building Information Modeling è una scelta strategica che sta già trasformando il modo di progettare e realizzare pavimentazioni esterne e murature di qualità. Se nel settore pubblico l’utilizzo del BIM è ormai una realtà consolidata, anche il comparto privato sta progressivamente riconoscendo il valore aggiunto di questa tecnica per ottenere una progettazione più consapevole, capace di ridurre criticità e ottimizzare ogni fase operativa.

In un mercato sempre più orientato alla sostenibilità, alla trasparenza e all’efficienza, il BIM diventa così la strada maestra per progettare e realizzare manufatti edilizi più intelligenti, resilienti e in sintonia con le esigenze del presente e del futuro. Approfondire questa metodologia, comprenderne il potenziale e partecipare attivamente alla sua diffusione significa contribuire in modo concreto alla trasformazione del comparto costruttivo, favorendone l’evoluzione in chiave digitale, responsabile e condivisa.

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